zenmarkus 的个人资料zenmarkus日志列表留言簿更多 工具 帮助

日志


7月21日

Ancora pochi giorni.....

Uff!!! Sono senza internet in questi giorni.....Alice finalmente mi ha liberato, ma Libero tarda ad attivarmi l'adsl.....e così sono rimasto senza nessun provider.....
In questo momento, dal portatile di mio fratello Pablo, sto sfruttando con un collegamento wire-less la connessione di un'illustre sconosciuto, povero ignaro, che ho trovato tra le reti disponibili....mi sento un po' parassita, però almeno ho il tempo di controllare un sito per l'uni, di leggere la posta e lasciare qui un commentino....
Ancora pochi giorni di sofferenza e finalmente potrò partire in vacanza per Peschici!!! Imprevisti vari hanno fatto sì che la partenza fosse anticipata di un giorno...dunque me ne andrò il 27, un giorno dopo l'odioso esame di Programmazione Orientata ad Oggetti....anzi probabilmente qualche ora dopo!.....ma ormai mancano appunto una manciata di giorni e comunque andrà, finalmente mi prenderò le mie meritate vancanze, mare sole divertimento e nient'altro a rovinare il quadro!!!!!!!
Baci a tutti!!! (belli e brutti).....
 
7月15日

Umbrella - Rihanna

Ke dire.....questa canzone è così stupida, così piena dei soliti ammiccamenti pseudo-sessuali, così banale, così commerciale ke........ke mi piace da matti! E beh su, ognuno c'ha le sue debolezze, a me mette buon umore, oltretutto d'estate ci vogliono i pezzi un po' più leggeri.....e poi l'avete vista Rihanna nel video? Ki non vorrebbe una cameriera così?!!!!
 
 
7月12日

Il suicidio di Sly

[..] Ora non c’era più nulla da fare, sapeva che l’oppio non gli sarebbe servito. Era vicino alla casa di Carl ed Emily, era ancora in tempo per tornare sui suoi passi, per correggere il suo terribile errore. Ma sarebbe riuscito a rimanere lontano dall’oppio?  Varcando la soglia di quella casa si rimetteva in discussione, eseguiva un tuffo nella melma, vi tornava a nuotare proprio come tutti gli altri. Era la cosa giusta? Basta, non ne poteva più di pensare, oltretutto l’oppio gli stava perforando la testa e tutti quei ragionamenti lo stremavano, ora desiderava solo essere libero da quella subdola agonia, trovare la libertà, scoprire quale potesse essere la soluzione ai suoi problemi. Si era ridotto davvero male in un solo giorno: l’oppio era davvero indispensabile? Forse era ancora in tempo per tornare lo Sly di sempre, forse Josh e Hope erano vivi e vegeti, forse una vita normale era ancora possibile. Ma cos’era in fondo la normalità per lui? Una vita normale sarebbe significato continuare a soffrire, ad andare avanti coi paraocchi, ad essere sommersi dal disagio, dalla tristezza, a dover combattere ogni giorno. Eppure ci doveva essere un modo per smettere di soffrire, per trovare la via che conducesse lontano dalla tristezza. Tuttavia quella maledetta soluzione non affiorava nella sua mente, continuava ad essere un enigma, qualcosa di opaco e irrealizzabile, probabilmente inesistente. Dunque il suo destino era continuare a soffrire per tutta la vita, attendere un evento che cambiasse la propria vita invano, rendendosi conto, in vecchiaia, che erano soltanto stupide aspettative senza alcun realismo? Dunque era un essere privo di qualsiasi senso e con lui tutti gli altri erano degli inutili ammassi di carne che cercavano senza successo di lasciarsi alle spalle il dolore? Fuggire non sarebbe servito a nulla, ora occorreva capire cosa pretendeva dalla vita, anche se era molto difficile, anche se gli effetti dell’oppio erano ancora fortissimi, anche se percepiva pochissimo di ciò che aveva attorno, se intravedeva appena gli alberi che lo circondavano. Ripensò alla fiera, alle esibizioni con Hope, agli obiettivi raggiunti, alla gran felicità prima che arrivassero i malviventi, come al solito la gioia era stata solamente uno spiraglio che poi si era richiuso rapidamente. Sarebbe mai stato possibile nella sua esistenza vincere questo meccanismo? Sarebbe mai riuscito ad accettare di buon grado i momenti meno felici, sapendo che comunque la sua vita aveva un senso e che tutto può cambiare? No, non ce l’avrebbe mai fatta, non ne aveva la forza. Ma la forza l’avrebbe potuta ricevere da Josh e Hope, loro l’avrebbero potuto aiutare, anzi, quasi sicuramente, grazie a loro, dopo pochissimo tempo sarebbe stato pieno di voglia di vivere. Bastava trovare il coraggio di varcare quella maledetta soglia, di andare incontro al destino, di scoprire, di lì a poco, se i suoi fratelli fossero vivi. Forse la sua esistenza finalmente sarebbe tornata a risplendere o, anche nei momenti cupi, lui avrebbe comunque trovato gli stimoli necessari a superare la crisi, con la convinzione che il dopo sarebbe stato arricchito dal prima. Sly cadde a terra, essendo inciampato con qualcosa. Era una corda, chissà, forse l’aveva lasciata lì qualche pastore, qualche cacciatore, non ne aveva idea, era molto robusta ed abbastanza lunga. Il ragazzo la fissò con adorazione, senza sollevarne un attimo gli occhi: forse aveva finalmente trovato la soluzione, la fine di tutte le sue sofferenze, con quella corda sarebbe potuto uscire dal fango. La impugnò con decisione, era addirittura più robusta di quanto non gli fosse sembrato prima, rimase fermo per un po’, assorto in mille pensieri, questa volta gli occhi non erano posati su quella canapa intrecciata, aveva lo sguardo assente. Procedette a passi molto lenti, un grande silenzio ora era calato, ancora più grande di prima, si sentiva solo il fruscio causato dalla rottura delle fronde sotto i suoi piedi. Si fermò di fronte a un grande albero, probabilmente era un quercia, chissà quanti anni aveva, certamente tantissimi, eppure non appariva stanco della vita, aveva un aspetto provato da mille fatiche ma non derelitto, beata quella pianta, allora non era vero che ogni esistenza è infelice. Eppure la sua lo era, ma ancora per poco, finalmente sapeva cosa fare, finalmente non doveva più preoccuparsi della sua schiavitù nei confronti della tristezza. Cominciò ad arrampicarsi, la quercia aveva molti rami, alcuni molto sottili, altri robusti, erano a diverse altezze e come se fosse una scala il ragazzo poté facilmente salirne un tratto abbastanza grande, sedendosi poi su un grosso ramo. Quell’albero era così forte che un semplice ramo poteva sorreggerlo, era impressionante, rimase sorpreso ad ammirare le foglie, la corteccia, la quercia nella sua totalità. Si sentiva quasi imbarazzato ad essere sopra di essa, forse non ne aveva il diritto, non si poteva che serbare grande rispetto per un essere vivente così bello. Con la solita lentezza cominciò ad annodare un capo della corda al ramo, fece due nodi molto saldi, poi accarezzò soprappensiero il legno. Dall’alto, vedeva la terra in un altro modo, vedeva in un altro modo le foglie cadute, le fronde, tutto. Ormai era troppo tardi per tirarsi indietro e poi non c’era altra soluzione, doveva soltanto avere un po’ di coraggio, solo un po’, in fondo era niente a confronto di quello che aveva passato. Le lacrime cominciarono a rigargli il viso, ma sentiva che finalmente la tristezza l’avrebbe lasciato in pace, non si sarebbe più sentito sperduto e fallito, non avrebbe mai più sofferto. Prese l’altro capo della corda, lo vide con timore, sembrava quasi fosse la bocca di un serpente, lo stringeva forte nel suo pugno, scaricando tutta la rabbia accumulata, mancava poco, finalmente era arrivato il momento del suo riscatto. Si avvicinò lentamente la corda, senza sollevarne mai gli occhi, con calma se la mise intorno al collo, annodando poi più volte, facendo in modo che il cappio fosse ben saldo. Ora non c’era più molto da fare, un capo era legato al ramo, l’altro al suo collo, finalmente intravedeva la fine della sua infelicità, finalmente non temeva più nulla, finalmente non si sentiva impotente davanti a tutto. Un salto, un solo piccolo salto e finalmente i suoi occhi si sarebbero chiusi, avrebbe smesso di pensare, di tormentarsi, di soffrire. L’oppio non avrebbe potuto risolvere i suoi problemi, li avrebbe soltanto allontanati, ma sarebbero sempre capitati momenti in cui di nuovo questi gli si sarebbero presentati. Non poteva ridursi a larva umana, non poteva continuare ad agitarsi vorticosamente per terra, a delirare, a perdere la ragione e vivere un sogno artificiale. Davanti a sé il suo destino si stava compiendo, era quella la sua strada, era quella la sua unica via di salvezza, poco, pochissimo avrebbe dovuto sopportare ancora e non se ne curava, dopo sarebbe finalmente giunta la pace. Tornò a guardare la quercia, sembrava ancora più serena e lieta di vivere di prima, era un inno alla felicità, alla speranza, ma lui ormai non ne aveva più, lui non possedeva più voglia di andare avanti, non doveva prendersi in giro, non sarebbe mai stato come quella quercia. Si alzò, la grandezza del ramo gli consentiva di reggersi anche senza essere seduto, ora non aveva più neanche un po’ di paura, non aveva più nessun dubbio sul suo futuro. Sly, con un movimento secco e deciso, si buttò, restando pendente dal ramo, l’agonia non durò a lungo, il suo respiro cominciò a essere affannoso, poi quasi inesistente e infine cessò. Il suo cuore si fermò. I suoi occhi si chiusero.

 

Profumi pesanti,

profumi notturni,

e per una volta le nuvole coprono le stelle,

per una volta la luna non c’è a illuminare,

solo il buio dipinge questi arazzi di vita.

Non sempre i fiumi riescono a scorrere,

non sempre l’acqua può nutrire la terra,

per una volta i fiori stanno appassendo.

E’ inutile voltarsi indietro a cercare se stessi,

per una volta il buio ha deciso

di far perdere i passi,

di rinchiudere nel bosco,

di far piangere gli alberi,

per una volta non ci sono suoni,

c’è soltanto silenzio

e neanche un insetto che si

trascini tra le fronde.

Sarebbe bello poter volare sempre sulle ali del vento,

ma questa volta la notte è troppo nera,

questa volta le foglie cadono troppo in fretta.

Sarebbe bello svegliarsi sempre col sole del mattino

e dormire sempre sotto le stelle,

ma questa volta non può essere così,

sarebbe bello correre tra i campi

senza sosta,

ma per una volta non deve essere così,

sarebbe bello non smettere mai di volare,

ma questa volta la farfalla è tornata nel bozzolo.

 

Tratto da Il vento sussurra

7月7日

Live Earth

Si è aperto con il via ai concerti di Sydney e Tokyo il «Live Earth», la kermesse di 24 ore promossa dall'ex vicepresidente americano Al Gore per promuovere la sensibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici. All'appuntamento, che si prevede verrà seguito da due miliardi di persone via radio, tv e Internet, partecipano 129 Paesi con settemila eventi (teatrali, musicali e di altro genere).
 
A Sydney 45.000 persone hanno affollato l'Aussie Stadium per il concerto di 10 ore aperto dalle note dei Blue King Brown. Molto atteso il ritorno dei Crowded House (ex Split Enz), appena tornati insieme. In un messaggio teletrasmesso, Gore ha invitato gli australiani, il cui governo non ha ratificato il Protocollo di Kyoto, a «essere parte della soluzione» sui cambiamenti climatici. Nella Makuhari Messe, alle porte di Tokyo, 10mila giovani hanno seguito il Live Earth aperto dalla rockband nipponica dei Rize e da un ologramma di Gore che ha avvertito che «adesso è il momento di curare il pianeta». In giornata la staffetta dei concerti proseguirà a Londra, Amburgo, New York, Washington, Rio de Janeiro, Shanghai e Johannesburg, ospiti circa 150 rockstar, tra le quali Genesis, Police, Madonna, Bon Jovi e Red Hot Chili Peppers.
 
L'evento, che ricalca le orme del Live Aid e del Live 8 per la lotta alla povertà, coinvolgerà anche una base britannica nell'Antartico dove gli effetti del surriscaldamento globale sono ben visibili e dove si esibirà un'inedita band composta da due ingegneri, un meteorologo, un biologo e una guida polare. Gore, di recente vincitore dell'Oscar per il suo documentario 'Una verità scomodà, ha definito «Live Earth» come «un Sos, un modo per dire al mondo intero di svegliarsi» e per lanciare una campagna globale triennale attraverso l'Alliance for Climate protection, l'associazione ambientalista guidata dall'ex vice di Bill Clinton. A tutti gli spettatori sarà proposto di assumersi un'agenda di impegni in sette punti che mira a modificare le loro abitudini per contrastare l'effetto serra.
7月1日

Kill Bill

Come non si può rimanere entusiasmati da Kill Bill? Questa è la scena della lotta finale nel volume 1, in un'ambientazione che sembra una stampa giapponese....