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    17 November

    Diario di un laureando triennale - N. 10 - Il giorno prima

    Mi sarebbe piaciuto curare di più questa cronaca di uno studente al giro di boa, ma purtroppo nell'ultimo mese ho messo da parte i buoni proposito e non ho scritto molte nuove "puntate".

    Ad ogni modo, ormai mi avvicino alla conclusione: domani pomeriggio ci sarà la seduta di laurea e speriamo tutto vada per il meglio! Non sono poi così nervoso, ma un pochino la tensione si fa sentire, soprattutto in alcuni momenti sparsi.

    Le diapositive di presentazione sono pronte, la tesi stampata è pronta da circa una settimana, il discorso penso che fra un po' lo vomiterò per quante volte l'ho provato (nonostante non abbia mai buttato giù una versione scritta, proprio per evitare di impararlo totalmente a memoria), vestito pronto, scarpe pronte, orologio strategico pronto, insomma: TUTTO pronto! Non DOVREBBE accadere nulla di storto.

    E' proprio questo il problema: il TUTTO  e il DOVREBBE, poichè, lo so, quando tutto sembra perfetto la fregatura è dietro l'angolo.

    Quello a cui più tengo è fare una bella figura domani e riuscire a colpire l'"audience", non solo la commissione ma anche i vari spettatori... ho voglia di dimostare quello che sono e quello che valgo anche a chi, purtroppo, probabilmente non ne è molto convinto.

    Ho voglia di dimostrare che non sono un raccomandato, o perlomeno che non sono uno che ha bisogno di raccomandazioni. Perchè l'albero genealogico non si cambia, ma si può far cambiare idea alle persone. Alla luce degli ultimi tre anni, penso di potermi ritenere soddisfatto: ora sono rari i casi di chi non crede in me, dentro l'università e fuori. Domani ha per me un significato particolare e spero di vincere questa mia sfida.

    Per il resto, c'è da attendere meno di 24 ore e questa piccola grande avventura sarà giunta al termine.

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    06 November

    Diario di un laureando triennale N. 9 - La nuvola

    Well you see
    a cloud is coming
    unconscious of its shape
    and I ask myself
    if that's the heart of its beauty.

    E. Toffoli

     

    Sono queste le parole con cui inizia la mia tesi...una paginetta iniziale...un piccolo sfizio che ho deciso di togliermi dopo aver scritto più di 150 pagine scientifiche!

    Questi versi mi hanno sempre colpito, fin da quando li ho letti per la prima volta, inoltre li trovo sia attinenti all'argomento della tesi, sia, da un punto di visto personale, adatti a chiunque si stia per laureare.

    Ormai manca poco, si giunge a un punto che non si vede l'ora arrivi questa benedetta data, per concludere tutta la trafila. E così non rimane che attendere che questi giorni cadano goccia a goccia, scivolando via.

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    12 October

    Diario di un laureando triannale - N. 8 - Il vestito

    Era ormai molto tempo che non pubblicavo una nuova pagina di questa strana cronaca universitaria e così eccomi qui, qualche mese dopo, un'estate dopo a dire il vero, ad aspettare la data fatidica, che passo elasticamente dal temere all'attendere impaziente.

    Una data che tra l'altro non è stata ancora ufficializzata, ma che sarà fissata tra il 17 ed il 20 novembre. La tesi ormai sembra quasi ultimata: la Proffa la sta finendo di leggere ma comunque ha detto che, a parte qualche piccola modifica da fare, è soddisfatta. Le diapositive di presentazione sono in corso d'opera e a dire il vero c'è ancora abbastanza da lavorare sotto l'aspetto discorso di presentazione, ma in fondo manca più di un mese e il tempo non è assolutamente tiranno.

    Certo, non nego che la sovrapposizione tra il lavoro di tesi e lo studio delle prime materie della specialistica crei un po' di scompiglio e mi faccia sentire in uno strano limbo in cui non sono nè carne nè pesce, ma credo di non potermi lamentare.

    Pian piano sto preparando ciò che serve e tra le altre cose ho provveduto anche a comprare il vestito!! Pensavo che la ricerca di qualcosa di adatto con cui non sembrassi ridicolo sarebbe stata estenuante e invece in un paio di ore ho trovato ciò che faceva al caso mio. Vestito blu scuro con righine fitte chiare stile gessato e con tanto di cravatta blu... ora manca solo da decidere tra camicia bianca (spezzato) o camicia blu scuro (non spezzato) ma c'è tempo dato che le ho già entrambe a casa. Sebbene potrebbe sembrare una pazzia e una cafonata, penso che opterò per essere monocromatico e sceglierò il blu! Mi è sempre piaciuto il modo con cui diverse tinte di questo colore si accostano e si scontrano, creando qualcosa di armonico ma non piatto... comunque c'è tempo per decidere e, particolare più importante di tutti, alla fin fine non è che me ne freghi molto della camicia, anzi, forse, se potessi concludere il tutto domani in tuta lo farei volentieri!!!

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    23 July

    Diario di un laureando triennale - N. 6 - Notte prima dell'esame

    E così eccomi arrivato alla sera del 23. Circondato dall'avvolgente atmosfera di Teardrop dei Massive Attack, che sto scoprendo o meglio riscoprendo in questi giorni, è come se fluttuassi assieme alla voce angelica che ripete Teardrop on the fire, Fearless on my breath. Chissà cosa mi aspetta domani, il giorno dell'ultimo esame, il giorno del tanto sudato orale che il professore titolare del corso stentava a concedere. Probabilmente sarebbe più corretto chiedersi cosa ci aspetta, visto che il cammino verso il superamento di questa materia-tortura non è stato individuale, ma si è trasformato in un'avventura condivisa giorno dopo giorno con Antonio, Daniele e Marco. Quasi sono più preoccupato per loro che per me! O meglio, sono preoccupato per noi e credo che in quest'università così strana, così frenetica e senz'anima, sia un miracolo che stia provando questa sensazione: affidarsi a un gruppo nel quale venga prima il tutto che la parte e poi concentrarsi sul noi e non sul me.

    Adesso non rimane che attendere qualche ora in questa stagnante notte prima dell'esame. Sempre accompagnato da Teardrop: ho fatto una programmazione allo stereo per cui si ripeterà decine di volte e io continuerò ad ascoltarla ininterrottamente finchè non mi sarò stancato, proseguendo ad essere cullato dai flutti di questa voce così strana e da un loop in sottofondo instabile ed evanescente come l'aria che sto respirando in questi istanti.

    Gli ultimi giorni sono stati parecchio frenetici ed ancora di più lo saranno i prossimi, tra l'altro partirò dopodomani ed avrò forse appena qualche ora per preparare tutto ed entrare in uno state-of-mind più vacanziero! Probabilmente è stato meglio così: ho sempre avuto qualche grillo per la testa e solo da poche ore sto pensando seriamente all'imminenza di quest'ultimo scoglio, quello di domani. L'ultima battaglia...speriamo che la superiorità numerica ci assista e che in quattro contro uno avremo la meglio! E se così non fosse, vorrà dire che ci si rimetterà nuovamente in gioco, una volta in più, sempre cercando di conservare il sorriso. In fondo non è nient'altro che quello che ci aspetta ogni giorno!

    Non mi resta che scivolare nella notte: domani sarà, appunto, un nuovo giorno.

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    07 July

    Diario di un laureando triennale - N. 5 - L'ultima lezione

    Le lezioni sono finite venerdì scorso, anzi giovedì per esser corretti, visto che di fatto venerdì c'è stato l'esame. Devo ammettere che la sensazione è stata stranissima: allo scoccare delle 15.30, anzi a dire il vero una manciata di minuti più tardi, ho realizzato che era terminata l'ultima lezione dell'ultimo esame che avrei seguito. L'ultima lezione della triennale. E' buffo come i giri di boa, come i cambiamenti o gli spartiacque ci turbino, ci impressionino e rendano speciali determinati momenti, in fondo a fine settembre mi ritroverò già a seguire altri esami per la specialistica, non è terminato niente di chè, non è successo nulla di speciale, eppure quell'istante ha avuto un sapore particolare. Un sapore un po' dolce e un po' amaro, molto simile al ginseng che sto prendendo ultimamente al mattino per ricaricarmi e contrastare il peso del caldo! Sì, direi proprio che gli ultimi minuti dell'ultima lezione sono stati come il ginseng: piacevoli ma con uno strano retrogusto, strani rispetto alle abituali pietanze, portatori di una carica di energia in un momento di stanchezza.

    Ricordo la prima di lezione, anzi le prime due, una con un personaggio positivo e rassicurante, una mosca bianca nell'ambiente accademico e l'altra che si era rivelata qualcosa di assurdo, con una professoressa assurda che invece, a distanza di anni, devo dire era tra le più normali, più brave e più tranquille! Non so perchè ma ultimamente penso sempre più a come in realtà i destini dei compagni di corso, da qualcuno chiamati odiosamente "colleghi", si incontrino e si allontanino poi con una velocità incredibile. Delle persone presenti a quelle sfocate prime lezioni, molte non ho più modo di vederle, alcune le vedo troppo raramente rispetto a un tempo e invece altri che prima erano più lontani sono ora incredibilmente vicini, amici che sembra tu conosca da una vita. Eppure proprio le sembianze così effimere di questi rapporti mi turbano un po' a volte... spero di non perdere mai di vista tutti gli amici che sto incontrando, sia quelli con cui ho passato intere giornate e che ora, per un motivo o per l'altro, vedo meno spesso, sia quelli che sto imparando a conoscere sempre meglio nei giorni presenti.

    L'ultimo esame scritto è andato alla grande, già verbalizzato e, per così dire, archiviato. Venerdì finalmente dopo un anno verbalizzerò l'idoneità di italiano e così due dei quattro ostacoli che mi si presentavano sembrano essere superati. Manca ora la scrittura di questa pazza tesi (ma in fondo non avere certezze è divertente, tutto sta ad assumere il giusto state of mind) e l'esame-tortura che dura da mesi... ce la faranno i nostri eroi (io e i 3 miei amici nel gruppo) a fare quest'orale, non si capisce se individuale o collettivo, entro la fine di luglio? E soprattutto ce la farà il sottoscritto a partire il 26 o invece dovrà restare a Roma per fare st'esame benedetto??? Ancora una volta, ai posteri l'ardua sentenza!

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    26 June

    Diario di un laureando triennale - N. 4 - Scrivi ciò che non sai

    Eccomi di nuovo qui a scrivere queste strane cronache universitarie, dopo un po' di tempo dall'ultima puntata! Il caldo è sempre più grave (oggi ci sono stati 40 gradi!) ma bisogna reggere, fra un po' arriveranno le vacanze, anche se brevi!!!

    Comincio dalla tesi: perchè la giornata non ha 36 ore, così troverei qualche momento per dedicarmici? Il tempo scorre e non è che sia riuscito a fare moltissimo, ma la proffa è fiduciosa, anzi addirittura oggi mi ha detto di cominciare proprio a scriverla, anche se gli effettivi risultati numerici non sono stati ancora ottenuti... in pratica l'approccio consiste nello scrivere in primo luogo tutto quanto, riportando delle conclusioni (più o meno inventate?) e solo in secondo luogo, cioè a settembre, farsi venire a forza la roba già dedotta a intuito!!! Aiuto, già mi vedo cinque giorni prima della tesi a combattere col simulatore che dovrei costruire perchè non funziona! Comunque in fondo questo modo di affrontare il lavoro da fare mi piace, sia perchè almeno presto qualcosa di scritto tra le mani ce l'avrò, al di là di calcoli, codice da scrivere e simulazioni da effettuare, dettagli di cui magari alla fine non si interesserà nessuno, sia perchè devo decisamente abituarmi a tenere un po' tutto meno sotto controllo!

    Ho inoltre scoperto che la proffa se ne andrà in vacanza a metà luglio e se da una parte è una mezza tragedia (ma risponderà alle email, quindi dovrei cavarmela) dall'altra è davvero una svolta, visto che a questo punto non ci sarà nessun problema per partire il 28 luglio per la fantomatica vacanza da organizzare con dei miei amici (ma non si sa ancora se e dove, insomma ci piace fare le cose precise e con calma!!!).

    L'esame polpettone che dovrebbe durare due mesi ma invece si protrae anche per un anno intero pare stia convergendo verso una soluzione finale...ma meglio non dire niente per scaramanzia!

    E quanto all'esaurita che mi deve verbalizzare l'inutile esame fatto l'anno scorso, speriamo non si esibisca in un coupe de theatre che mi sfasci tutti i piani proprio alla fine. Meglio insomma non fare i conti senza l'oste, anzi, l'ostessa!!!

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    30 May

    Diario di un laureando triennale N. 3 - Epidemie e pettegolezzi

    E vai! La mia Proffa relatrice ha deciso su cosa dovrò lavorare per la tesi; in realtà sapevo già si sarebbe trattato di sistemi distribuiti (diciamo che sarebbero sistemi formati da più computer collegati in rete) ma l'argomento preciso ancora non me l'aveva assegnato. Da ora quindi posso cominciare a lavorarci.

    Non mi è ancora chiarissimo di cosa si tratti, comunque studierò la diffusione di informazioni tramite algoritmi epidemici e, nella fattispecie, di gossip. Algoritmi epidemici vuol dire che queste informazioni si diffondono nella rete secondo il modello dei virus in una epidemia, prendendo appunto a modello l'espandersi delle malattie. Negli algoritmi di gossip invece, come dice il nome stesso, le informazioni sono diffuse come se i diversi computer in rete si scambiassero tra loro pettegolezzi e confidenze, anche in questo caso quindi c'è una diffusione "epidemica", dato che le voci, lo sappiamo tutti, girano un po' come il virus dell'influenza!

    L'argomento mi sembra interessante e poi quest'assegnazione ha il sapore del contrappasso: quale persona migliore di me, dato che mi piace impicciarmi dei fatti altrui, per studiare gli algoritmi di gossip??? ehehehe!!! ;-)

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    26 May

    Diario di un laureando triennale N. 2 - Le vacanze

    Oggi è lunedì 26 maggio. Fa un caldo pazzesco e se si fosse perso l'orientamento all'interno del calendario a causa di una strana mosca cieca temporale, si potrebbe tranquillamente credere di essere in luglio o in agosto. Specie quando c'è un sole che spacca le pietre e la pelle scotta per la prima giornata di mare.

    E beh, direte voi, che c'entra che oggi è il 26 maggio e fa caldo?

    Niente di chè, è solo che mi è tornato in mente che, quando ero al liceo, in questo periodo dell'anno mancava una manciata di giorni all'inizio di una scorpacciata di vacanze. Tante, tante vacanze. Ma naturalmente non bastavano mai e così, quando tornava settembre, si rimpiangeva che il tempo fosse trascorso così in fretta. In realtà il tempo non era poco, i giorni erano tanti e probabilmente neanche un anno sarebbe sembrato sufficiente. Ora che però quelle lunghe vacanze non ci sono più, quei giorni mi sembrano invece tantissimi. Siamo a fine maggio, proprio come quando ci si faceva già i gavettoni all'uscita da scuola, eppure le vacanze non sono certo alle porte. Occorre forza di volontà per vincere sole, calura e quell'aria di dolce far nulla che porta l'estate.

    Lamentarsi sembra perfino troppo impertinente, in quanto chi lavora ha ancora meno giorni di svago, qualche settimana di ferie stentate e concesse quasi con disprezzo da un capo da servire e riverire, mantendo più di un sassolino dentro le proprie scarpe. Altro che i professori. Altro che quelle figure di cui all'università ci si lamenta ma che in fondo non sono altro che personaggi cattivi all'interno di un gioco, di un mondo ovattato.

    Mi tornano in mente le parole che un prof un po' svitato e manicheista mi ha detto l'anno scorso, dato che cercavo di non portarmi fino a settembre il suo esame. Diventa grande, le vacanze ormai non esistono più per te, rimarrai deluso nello scoprire col tempo che avrai sempre meno giorni a disposizione. Quando lavorerai, che sia agosto, settembre o febbraio non farà alcuna differenza. Settembre libero ti serve forse a farti le canne in tranquillità?

    Forse aveva ragione. O forse no. O forse soltanto in parte. Che strano professore questo personaggio. Forse finirò per parlarne delle altre volte, credo sia un grande individuo e mi abbia lasciato tanto. Eppure non condivido il suo attegiamento negativo nei confronti della vita, preferisco cercare il nero per estrarne gli altri colori e non per il gusto di rimanere al buio. Ma questa è tutta un'altra storia!

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    25 May

    Diario di un laureando triennale - N. 1

    Era un po' di tempo che mi dicevo Lo inizio o non lo inizio, lo inizio o non lo inizio, lo inizio o non lo inizio??? e alla fine ho deciso di dare il via a questo filone di interventi che riguardano il mio cammino verso la laurea triennale. Un po' mi aiuterà a sfogarmi, condividere speranze, timori, obiettivi. Un po' credo permetterà a chiunque altro si stia incamminando verso un qualunque traguardo - definitivo o meno, giro di boa o meta conclusiva - di identificarsi con le mie storie e toccare con mano dei vissuti simili ai suoi.

    Il mio itinerario all'interno di questa pazza laurea triennale in Ingegneria Informatica, con questo pazzo nuovo ordinamento, sta entrando nella fase finale. Niente di definitivo, dato che comunque ho già deciso di proseguire per la specialistica. E' strana la sensazione che si prova quando gli esami da dare diventano sempre di meno eppure lo sforzo e il tempo che ti separano dall'obiettivo che ti sei posto sembrano dilatarsi sempre di più. E' un po' come impegnarsi con tutte le proprie energie in una lunga corsa, anzi in una maratona e sentirsi pian piano infiacchirsi dall'avvicinarsi del traguardo.

    Non so sinceramente quando questo probabilmente inutile pezzo di carta di valore triennale sarà mio. Nelle previsioni più rosee, se nulla dovesse andare storto, riuscirò a laurearmi per ottobre. Nelle mie previsioni più tetre e più pessimiste, finirò ad aprile del 2009 o magari a luglio. Nella realtà oggettiva dei fatti, però, sarà in una via di mezzo, cioè gennaio-febbraio, che probabilmente compirò il giro di boa. Le variabili incerte sono ancora così tante! Tutto lascia potenzialmente spazio a tutto ed è impossibile fare previsioni attendibili. Certamente mancano ancora tanti paletti e tante prove da affrontare:

    1* passare gli scritti di un esame

    2* consegnare un progetto e svolgere un orale di un altro esame

    3* risolvere problemi burocratici legati a un esame già superato

    4* fare la tesi e spronare la relatrice a seguirmi attivamente.

    Tra questi 4 passi, sento di poter dire che il 90% dei fattori che determineranno la data della mia laurea è dato dal punto 2, cioè essere chiamati per fare sto benedetto orale di un esame che va contro qualsiasi regola di facoltà, ha tempi tutti suoi, ha modalità tutte sue e soprattutto non rispetta minimamente il calendario e l'ordinamento degli esami, trasformandosi a volte da modulo bimestrale a più che annuale!

    Staremo a vedere come si evolverano i fatti, cercando di avere molta, ma molta pazienza e buona volontà! A presto con nuovi sviluppi!

    p.s. Questo post (come tutti quelli di questo tipo che seguiranno) è anche una risposta a chi, forse giustamente, mi ha fatto notare che finora non ho mai raccontato nulla di personale nel blog, rendendolo interessante ma freddo e distaccato, atteggiamento che, purtroppo, probabilmente a volte ho anche al di fuori di queste pagine virtuali.

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